Caccia all’Olio di Palma

La nuova caccia alle streghe è aperta, e stavolta sotto la lente dell’inquisizione alimentare abbiamo il tanto discusso “ olio di palma” .
Diffusasi ormai la psicosi da alcuni mesi non c’è quasi industria alimentare che non sia corsa ai ripari eliminando, sostituendo, o demonizzando a piena voce l’uso inappropriato dell’olio equatoriale più temuto al mondo.
Se a torto o a ragione non è qui la sede per discuterlo , una ricerca dell’Istituto superiore della sanità si limita a dire “ contiene grassi saturi, assumerne troppi fa sempre male”
A noi interessa invece la rincorsa mediatica, l’allontanamento e la dissociazione selvaggia che stanno facendo le industrie alimentari di moltissimi paesi in tutto il mondo , cavalcando l’onda dell’isteria collettiva più che per correre ai ripari di un eventuale calo delle vendite, quasi invece a rilanciare il proprio prodotto sottolineando l’assenza dell’ingrediente come se bastasse a voler dire “ siamo sani, oltre che buoni” .
Basta davvero quello ad eliminare ogni dubbio di insalubrità di un prodotto?
Pavesi, Colussi, Mulino Bianco, Coop e tanti altri grandi marchi credono di si, e si sono mosse a livello nazionale e televisivo per annunciare la loro rinuncia all’olio rosso, modificando profondamente anche il packaging dei propri prodotti.
Ma è davvero funzionale rincorrere la pancia dei consumatori su un argomento ancora in fase di discussione sia sul profilo alimentare, che a livello ambientale?
Il gruppo Ferrero crede di no, controtendenza a tutte le altre sue aziende concorrenti ha infatti se non ignorato, aggirato il problema, promuovendosi se non come sponsor dell’olio di palma, quantomeno come informatore sul suo corretto utilizzo.
Basta aprire il sito della nutella, per ricevere una esauriente spiegazione sul perché l’olio di palma non è tutto uguale, non fa tutto male, e non è tutto etichettabile come “ crudele “ .
Non ci dilungheremo sui particolari della prima, seconda o terza spremitura, sulla temperatura o sui metodi di raccolta, che permettono alla nutella di continuare ad usare l’olio senza essere etichettata come prodotto nocivo, siamo convinti in fondo che ai consumatori della crema di nocciole più famosa al mondo non serva davvero. Siamo sinceri, smettereste di mangiare nutella anche se non vi rassicurasse sulla genuinità del prodotto?