legge sul copyright

Riforma europea del Copyright, fine del far west?

Si parla tanto in questi giorni della riforma europea del copyright, la legge approvata oggi dal parlamento europeo dovrebbe nelle sue più rosee previsione porre fine al far west del web.

Un attacco alla libertà?

Ma di cosa parla, e a chi si applica esattamente la riforma europea del copyright? Wikipedia ha perfino oscurato la propria pagina per 24 ore, per protestare contro il provvedimento, salvo poi scoprire che piattaforme come wikipedia ne sono totalmente escluse. Nell’intenzione dei legislatori infatti piattaforme che a titolo gratuito fanno divulgazione di contenuti a scopo didattico o scientifico, ne sono escluse.

Cosa prevede

La legge prevede la citazione, e la divisione della remunerazione dei profitti degli aggregatori di notizie con gli autori delle notizie e dei contenuti stessi. Editori e artisti si dovranno veder riconosciuti in quanto appunto creatori dei contenuti, una parte degli utili generati dall’utilizzo di questi contenuti.

A chi si rivolge?

La legge prevede inoltre, che il provvedimento non si applichi alle piccole realtà, o anche alle grandi ma nate da poco, proprio per non gravare sul principio di libertà che dovrebbe essere di fatto lo scopo primario della rete. Se l’Unione Europea è nata come un accordo di libera circolazione di persone e merci, internet è ormai diventato l’autostrada della circolazione di contenuti ed idee.

In soldoni, chi colpisce? Google, Facebook, e tutti gli altri colossi che indiscriminatamente fagocitano e distribuiscono in maniera indiscriminata tutto il materiale vecchio e nuovo prodotto sul web, da sempre ad oggi, con una particolare attenzione ovviamente alle notizie del giorno, ma non solo.

Le idee sono in pericolo?

La libertà di parola è dunque in pericolo? Crediamo proprio di no, non almeno con questo provvedimento.

La riforma europea del copyright infatti, anche fosse rivolta ai piccolissimi blog di cucina, sarebbe inapplicabile come tutte le leggi sul copyright emanate da quando internet ha cominciato a solcare i mari dell’etere. Vi immaginate un organismo preposto a controllare le migliaia, se non milioni di siti, blog, pagine social, atto a censurare, multare e fatturare tutto quello che si avvicina ad una comunque flessibile legge che prevede in ogni caso l’utilizzo gratuito di poche righe di un articolo senza che questo necessiti di compenso?

Avremmo bisogno di tanti controllori quanti sono i controllati, una follia.

Può una legge fermare una tempesta?

Diciamocelo, quanti di voi hanno mai scaricato musica, visto un film in streaming, o copiato una riga di un articolo, di un contratto , per utilizzarlo nei propri documenti?

Molte leggi sono state fatte per tentare di fermare la circolazione di un pur sacrosanto diritto come quello di autore, che sia di una canzone o di un film, ma sinceramente parlando, non ci sentiamo di dire che queste abbiano sortito qualche tipo di effetto sull’effettivo utilizzo della stragrande maggioranza della popolazione di internet sulla fruizione di tale contenuti.

Avete mai chiesto all’autore di una foto se potete usarla come copertina per facebook ? O vi siete mai chiesti se il fotogramma del film che compare nel meme che mandate su whatsup sia coperto da diritti d’autore? no? Beh, non siete i soli scommetto.

Internet è libero, e lo sarà sempre

Non ci sentiamo di dire che con l’approvazione della riforma europea del copyright la libertà di espressione sia stata messa in discussione, ma solo che i colossi del web, avranno un’altra rogna da far risolvere ai loro creativi, e forse, ma solo forse, a dover scalfire i loro enormi guadagni per versare un piccolo obolo a i migliaia di autori da cui prendono in prestito i contenuti.

Cosa che fanno tutti, ma senza guadagnarci almeno.