Babbo Natale esiste, e adora le bibite ghiacciate.

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Auguri da Coca Cola

 

Quando dici Babbo Natale, tutti, nel mondo occidentale e non solo, pensano al paffuto omone barbuto con i capelli bianchi, la casacca rossa, gli stivali neri… e spesso una bottiglia di Coca Cola in mano!

Fino al 1930 infatti, Babbo Natale, o Santa Claus, era raffigurato in innumerevoli mondi. Poteva essere un anziano vescono cattolico, già con la caratteristica tunica rossa e la barba bianca, oppure come un cacciatore norvegese, vestito di pelli e pellicce. Oppure poteva essere un inquietante spirito delle steppe, o un altrettanto inquietante ma meno spaventoso folletto verde.

 

Il primo Babbo Natale americano

 

Durante la guerra civile americana, nel 1862, il vignettista Thomas Nast raffigura Babbo Natale come un piccolo elfo, il cui compito era di aiutare l’unione nella sua battaglia contro il sud. Il suo mantello poteva essere rosso e marrone, non era ancora un’icona unica e immutabile come lo è diventata nell’ultimo secolo.

Fin dal 1920, la The Coca Cola Company introduce il personaggio nelle sue pubblicità di Natale, realizzando campagne dentro numerose riviste, raffigurandolo come un uomo tutt’altro che abbondante, ma un Babbo Natale dallo sguardo severo, magro e serio.

 

Il Babbo Natale Moderno

 

Solo nel 1931, l’azienda continuando a proporre pubblicità natalizie crea la definitiva immagine di quello che nella mente di Archie Lee, il direttore markenting dell’epoca, doveva essere un uomo paffuto, umano e sorridente.

Eccolo quindi il Babbo Natale di Sundblom, sulla rivista “The Saturday Evening Post”, apparire come lo conosciamo oggi. Lunga barba, sorridente, paffuto e con il completo rosso e bianco. Babbo Natale entra nelle case per portare regali, si sofferma con i bambini per giocarci lui stesso, e non disdegna uno spuntino a discapito dei frigoriferi o le dispense dei genitori dei piccoli visitati.

 

Tradizione e Marketing

 

Ma quindi Babbo Natale è frutto del marketing aziendale? Si può dire più semplicemente che delle immagini fruibili collettivamente abbiano fissato nell’immaginario collettivo quella che poteva essere una delle immagini più accettate e popolari del Santa Claus, o San Nicola, di nome, e folletto magico , goloso dispensatore di regali che fa visita i bambini nelle freddi notti invernali.

Il colore rosso d’altronde non è solo il colore aziendale, ma anche il colore della tunica vescovale che indossava il vero San Nicola, portatore di barba bianca e dispensatore di doni.

Che dire invece del latte e biscotti lasciati davanti al camino in offerta alla venuta del goloso ” folletto” ? Anche quella un retaggio di antiche tradizioni.

Possiamo quindi affermare che più che inventarlo, la compagnia di bibite gassate ha contribuito sicuramente ad uniformarlo nell’immaginario collettivo, complice la prima grande diffusione di immagini stampate tramite riviste accessibili per la prima volta ad una vasta platea.

Certo è che una volta definita l’immagine del simpatico e paffuto papà del Natale, è stato già dagli anni 30 impossibile tornare indietro e raffigurarlo in una maniera che non sia quella che ormai conosciamo tutti quanti, grandi e piccini.

 

 

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