Informazione e pubblicità

Informazione e pubblicità, una lunga storia d’amore.

 

Informazione e pubblicità, sono sempre andati a braccetto. Le informative pubblicitarie esistono da quando esistono i quotidiani, o comunque da poco dopo.

Già da pochi anni dopo l’unità d’Italia, la casa farmaceutica “manzoni” intuisce che il modo migliore di presentare i prodotti è all’interno dei quotidiani e dei giornali, e inventa quella che oggi diamo per scontato sia un spazio dedicato alla pubblicità, la quarta di copertina.

Lo spazio da dedicare alle informative sui prodotti diventa talmente richiesto in breve tempo, che pochi anni dopo, il produttore farmaceutico Manzoni dedica più tempo alla compravendita delle inserzioni pubblicitarie che alla sua attività di base, costituendo di fatto la prima agenzia pubblicitaria d’Europa. Nel 1881 anni la Manzoni & C. apre sedi della propria attività di rivendita di spazi pubblicitari in tutta europa. 150 anni dopo, quella società è diventata niente meno che il gruppo ” Espresso” con un fatturato di oltre 440 milioni di Euro.

 

Stampa, radio, tv e internet.

 

La partnership tra pubblicità, informazione, e intrattenimento, si allarga a tutti i mezzi di comunicazione con la nascita della radio e della televisione, e arriva ai giorni nostri contaminando completamente tutti gli aspetti dell’informazione e dell’intrattenimento su internet, dai social ai giornali online.

La pubblicità viene inserita nei film, nelle serie tv, crea veri e propri fenomeni di costume, lancia mode, utilizza personaggi dello spettacolo e canzoni di successo per entrare nelle case dei consumatori, e dopo un’iniziale ma neanche troppo agguerrita resistenza ci si rende presto conto che è un male necessario, fino ad arrivare ai giorni nostri dove ormai si da per scontato che per vedere dei contenuti di qualità, si deve accettare di cedere una percentuale del nostro tempo visualizzando una pubblicità, prima o durante la visione del contenuto che ci interessa.

 

Informazione commerciale.

 

Torniamo al più antico matrimonio tra contenuti pubblicitari ed informazione, i giornali di informazione. Ormai quasi del tutto rilegati alle visualizzazioni web, e crollate le tirature dei quotidiani stampati, è sempre più all’ordine del giorno ritrovarsi mescolate le carte dell’informazione con quelle dell’informativa commerciale. Siamo ancora legati ad una piccolissima dicitura che riporta ” informativa commerciale” sotto al titolo acchiappa click che si confonde tra i vari articoli mentre scorriamo l’home page dei principali quotidiani, ma spesso e volentieri possiamo trovare vere e proprie informative commerciali spacciate per notizie, dalle offerte di una grande catena di distribuzione, alla nuova uscita di un prodotto di punta di un grande marchio. Spacciate come informazioni di stampo giornalistico, è ormai evidente come la sopravvivenza dei quotidiani di informazione siano ormai completamente dipendenti dagli introiti pubblicitari, tanto dipendenti da dover a volte ridirigere i click dei propri lettori verso fastidiose informative commerciali che potremmo associare a delle vere e proprie fake news.

 

“Un metodo straordinario per dimagrire, che spaventa i dottori”

 

Ormai è all’ordine del giorno imbattersi in informative commerciali e pubblicità ingannevoli a pochi click dalle più grandi e rinomate testate nazionali, il sistema di navigazione tra pagine sorelle, sponsorizzate, o sotto-testate collegate a quelle principali porta spesso in poco tempo a vere e proprie pagine di pubblicità spazzatura, fake news e sistemi con cui si può guadagnare migliaia di euro al giorno, restando comodamente seduti a casa.

L’utente meno smaliziato non ha difficoltà a rendersi conto che difficilmente un sistema che promette risultati medicali miracolosi, o guadagni facili sia soltanto una truffa dalla quale tenersi alla larga, ma siamo sicuri che se quei banner pubblicitari sono li in bella vista e sponsorizzate sulle principali testate nazionali, generano in qualche modo profitti, con l’inevitabile conseguenza di truffare qualcuno, poco importa che siano pochi spiccioli, o molti soldi.

Non c’è dubbio che il sistema del ” click baiting” sia il nuovo modo di guadagnare online con dei contenuti fuorvianti , e al limite della legalità, tanto da non incorrere in conseguenze legali, tali da far rimuovere tali contenuti alla portata di tutti, soprattutto degli utenti più ingenui, quello che ci preoccupa, è che testate nazionali abbiamo bisogno di questi avvisi pubblicitari per auto sostenersi, e decidano che il male minore sia di cedere i proprio spazi pubblicitari a chiunque purchè paghi, ledendo la dignità e la nobiltà che un quotidiano di informazione di livello nazionale si supponga debba avere.